Cambiare lo sguardo sui “diversi” per com-prendere

L’esperienza del “non essere com-preso/a” riguarda tutti/e: ognuno di noi ha sperimentato o sperimenterà uno stato fisico, di salute, di età o altro come condizione di inadeguatezza a corrispondere ad azioni, ritmi o tempi pretesi.
Siamo, insieme, determinati a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per:
• cambiare il pensiero nei riguardi di ogni diversità
• rovesciare i luoghi comuni
• superare la retorica dei “buoni sentimenti” che diventano “pietismo”
• affermare diritti
• pretendere che sia riconosciuta identica “qualità umana” ad ogni diversità
Avremo conseguito l’obiettivo quando saremo riusciti a cambiare lo “SGUARDO”, perché lo sguardo esprime la nostra percezione profonda e la nostra (in)capacità di guardare all’altra/o nella sua unicità e nel suo essere unica/o e speciale.
Quando tutto questo sarà “patrimonio” condiviso in profondità le nostre città diverranno non-escludenti e l’esperienza di “non essere com-preso”, soltanto un ricordo.Giornata-della-diversita