Un indirizzo politico per la palazzina di via Volta

Un indirizzo politico preciso, alto e qualificante. L’impresa di via Volta continua.
Penso da sempre che tutela e prevenzione del disagio e dell’emarginazione sono inseparabili dal produrre benessere sociale. 
Per questo la disponibilità di un immobile vuoto da destinare alla socialità è stata per me, da subito, l’occasione per dare vita nella città a un progetto ambizioso, innovativo che presuppone la disponibilità dell’impresa sociale a essere chiamata a una nuova partnership con l’amministrazione pubblica.
L’intervento si colloca nella struttura di via Volta a Como, in un ambito urbanistico favorevole alla promozione e sviluppo di relazioni sociali, culturali ed economiche già sperimentata per attività di tipo residenziale.

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Concretamente il progetto prevede l’inserimento di persone fragili (minori, ragazze madri, padri separati, anziani, disabili) in un contesto vitale e autonomo, un eco-sistema in grado di favorire il sostegno e se possibile il recupero attraverso la dimensione relazionale “positiva e attiva” che vive al suo interno (albergo, pensionato, ostello inseriti nel mercato di internet ma anche attività, con valenza economica, prevalentemente orientate a utenza giovane). Ciò va oltre la richiesta, del welfare tradizionale, di realizzare l’ennesimo luogo “separato”,” protetto” o “dedicato alla diversità o alla fragilità”, che come molti ben sanno, finisce col rinforzare, piuttosto che ridurre, lo “stigma” (non abbiamo bisogno dell’ennesima “casa della sfiga”).
L’impresa continua facendo tesoro degli inevitabili inciampi, senza perdere tempo a dar conto a incomprensioni e narrazioni distorcenti. Il suo successo dipende dalla volontà, dell’intelligenza e della competenza sia dell’impresa sociale sia dei funzionari pubblici, in una logica di partnership costruttiva.